INGRES A PALAZZO REALE

martedì 19 marzo

a cura di Anna Torterolo 

La mostra “Jean-Auguste-Dominique Ingres. La vita artistica al tempo dei Bonaparte” presenta una importante rassegna della produzione del grande artista francese e, al contempo, racconta la vita artistica all’epoca di Napoleone. Per documentare la grande varietà stilistica e tematica di quegli anni il percorso espositivo si sviluppa in varie sezioni. La prima parte mette in evidenza l’invenzione del nuovo linguaggio figurativo tra l’Ancien Regime e la Rivoluzione Francese grazie soprattutto all’opera di Jacques-Louis David (di cui Ingres fu allievo), con un lessico fatto di corpi virili e ritratti che dovevano dare forma all’uomo nuovo. Poi viene presentato il preromanticismo, che avviò l’esplorazione del fantastico, del dramma e del ripiegamento melanconico, come emerge da lavori di Girodet e dal sorprendente Sogno di Ossian, uno dei capolavori di Ingres esposti in mostra. Una sezione dà conto di un altro fenomeno decisivo di quell’epoca: il successo delle donne pittrici e in particolare di Elisabeth Vigée Le Brun, ritrattista ufficiale della regina Maria Antonietta. 
La campagna d’Italia e Napoleone sono protagonisti delle sezioni successive, con alcuni famosi ritratti tra cui quelli di Appiani. Il percorso espositivo giunge poi al solenne e magnifico ritratto di Napoleone in costume sacro, preceduto da una serie di disegni preparatori di Ingres. Nella parte finale la mostra assume un carattere monografico con opere di Ingres eccezionalmente provenienti dal Museo di Montauban, a partire da una serie di straordinari ritratti maschili, seguiti da Veneri e Odalische. Viene evidenziata, inoltre, la “italianità” di Ingres: importantissimi per la classicità della sua pittura furono, infatti, i soggiorni che l’artista fece prima a Roma e poi a Firenze, dove ebbe modo di confrontarsi con il Rinascimento Italiano. Influenzato dalla pittura di Raffaello, amante delle atmosfere esotiche, appassionato di musica e attento osservatore delle suggestioni classiche, Ingres seppe coniugare la morbidezza del tratto disegnativo con le armonie cromatiche più dolci, creando opere di estrema raffinatezza ed eleganza.
La mostra comprende circa 150 opere riunite grazie a prestiti da alcune delle più grandi collezioni di tutto il mondo come il Metropolitan Museum di New York, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Musée du Louvre, il Musée d’Orsay, il Petit Palais, il Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris oltre al Museo di Montaubaun (la mostra è curata da Florence Viguier-Dutheil, Conservatore Capo del Patrimonio e Direttrice del Musée Ingres di Montauban), dal quale proviene il nucleo più corposo di opere, e da grandi musei italiani come la Pinacoteca di Brera, la Galleria d’Arte Moderna di Milano, i Musei Civici di Brescia, nonché da collezioni private.

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Descrizione

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